Beccogiallo – storia e storie a fumetti

Catalogo

Pasolini, Pertini, la storia del petrolchimico di Marghera, quella del G8 di Genova, l’omicidio di Aldo Moro, il terremoto dell’Aquila. E ancora le resistenze italiane, di ieri e di oggi, Berlinguer e gli orti sinergici, l’Ilva e il Vajont, la Mafia e la Tav, Maradona e l’ultimissima enciclopedia delle Serie TV.
Tutti questi temi e molti altri ancora sono affrontati attraverso i fumetti. Fumetti di “impegno civile” pubblicati da BeccoGiallo.
Realtà attiva ormai da un decennio con sede a Padova, il progetto BeccoGiallo nasce da una sfida: quella di trasmettere pilastri storici e buone nuove pratiche ai lettori più giovani, spesso accusati di disinteresse verso i temi più importanti.
Alla BeccoGiallo hanno pensato che forse il problema non stava solo nel lettore, ma anche nel mezzo di informazione. E così hanno deciso di fare giornalismo attraverso il fumetto.
La casa editrice funziona in modo molto simile alla redazione di un giornale; temi e storie vengono proposte attorno ad un tavolo e si sceglie su quale puntare. La notizia da prima pagina.  Il secondo passaggio è quello di documentarsi. Raccogliere foto, materiali, righe di testo per analizzare l’argomento e scegliere la chiave della storia. Una volta chiarito l’obbiettivo, si pesca nella vasca di disegnatori conosciuti e si tira su con la lenza quello ritenuto più adatto per provare a raccontare quella storia.
Loro paragonano questo processo a quello di chi si cimenta a realizzare un video documentario.
A qualunque cosa assomigli, il risultato di questo processo è un libro che bisogna avere. Scorrendo il catalogo, che vi ho linkato ad inizio articolo, c’è l’imbarazzo della scelta.
Il progetto BeccoGiallo ha un duplice valore.
Quello di promuovere il fumetto, una forma di comunicazione che da sempre resiste grazie agli inguaribili appassionati e che negli ultimi anni ha iniziato ad emergere anche ad un pubblico meno di nicchia grazie a tante iniziative e case editrici che ci credono fino in fondo.
E quello di incidere prima su carta e poi nella memoria di chi legge storie e biografie che nessun italiano può permettersi di dimenticare.
E quindi via di click su catalogo, carrello, acquista.

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Integrazione? Semplice

Ultimamente, spinti dai fatti di cronaca, pensiamo all’integrazione come qualcosa legato alla nazionalità e alle provenienze territoriali.
Ad avere a che fare con l’integrazione però sono tutte le differenze possibili, e non solo quelle geografiche.
Che la diversità derivi dalla religione, dal sesso, dal’orientamento sessuale, dal proprio fisico o da moltissime altre cose ancora, il dibattito si fa sempre complesso, lungo, estenuante, spesso bigotto e come risultato lascia spesso in attesa, nel corridorio, l’escluso.
Si complica tremendamente la questione tirando in ballo talmente tanti parametri di giudizio che si finisce col dimenticare che a volte le grandi questioni culturali e sociali si risolvono con la semplicità.
La semplicità tipica dei bambini, o di chi non ha dimenticato come ci si sente ad essere tali.
E questo è successo in Bosnia dove una maestra delle elementari prima ed una intera classe poi hanno, con semplicità, imparato il linguaggio dei segni per integrare un loro compagno sordo dalla nascita che altrimenti si sarebbe sentito tremendamente escluso.
Un gesto di integrazione compiuto come fosse un gioco. Ed un gioco divertente, tanto che ogni bambino tornando poi a casa si è messo ad insegnare questa lingua ai propri genitori.
Oggi una classe di bambini bosniaci non ha solo imparato il linguaggio dei segni, ma anche quello della semplicità con cui si può far sentire, chi è diverso o più svantaggiato, integrato.
Lo spunto che sarebbe bello prendere da questa storia, che sembra una favola, è quello che in ogni classe di piccoli futuri adulti ci si concentri anche su chi è in minoranza e che si insegni a tutti a conoscere un po’ meglio una lingua diversa, una cultura diversa, un modo di vedere le cose diverso.

articolo da Repubblica

Treedom, pianta un albero con un click!

https://www.treedom.net/it/

Regala a te, ad un altro, ma sopratutto al pianeta un albero.
Collegandosi a questo portale si possono acquistare differenti tipi di alberi, a differenti e modicissimi costi, in diverse parti del mondo.
Il progetto è molto interessante; una volta acquistato, il tuo albero è geolocalizzato e puo seguirne l’evoluzione attraverso foto in costante aggiornamento.
Fin qui la cosa può sembrare un divertimento ecologico, ma il sistema funziona in modo tale che l’albero che di fatto si va a finanziare sia piantato e coltivato da determinate persone in zone più svantaggiate del mondo che beneficiano dei suoi frutti per il loro sostentamento. Oltre che a fare del bene al pianeta contribuendo alla produzione di ossigeno, si fa ancor più bene a dei nostri colleghi esseri umani.
Riprendendo le parole del sito “Contadini e ONG alla ricerca di risorse per piantare alberi propongono le specie in base alle esigenze locali. Sono poi loro a piantare e a prendersi cura del tuo albero.”
E ancora “Gli alberi vengono piantati in progetti agroforestali dove hanno un’utilità sociale, economica e ambientale. Per vedere esattamente dov’è, ogni albero viene fotografato e geolocalizzato dal contadino che lo pianta.”